Investimenti immobiliari: dove e come si fanno in Italia?

In Italia si investe in immobili? Secondo i dati dell’ufficio studi del gruppo Tecnocasa, negli ultimi 5 anni (2014-2019), nelle maggiori città italiane, gli investimenti immobiliari sono cresciuti in media dal 18,5% al 25%. Tra le città che hanno avuto un vistoso incremento vi è Napoli (che è passata dal 28,9% del 2014 al 42,9% del 2019), che ha goduto di fattori favorevoli quali il ribasso dei prezzi in alcune zone e la forte attrattività turistica. La zona in cui si è investito di più è stata quella del centro, e gli immobili sono stati destinati perlopiù a b&b e affitti brevi. A Milano, le compravendite di immobili da mettere a reddito sono passate dal 15,3% al 26,1% in cinque anni. Verona è passata dal 23% al 30,8%; Roma è cresciuta del 4,5%. La capitale ha sempre attratto gli investitori immobiliari, per cui la crescita non è qui spiccata come in altre città. Le zone in cui si è investito maggiormente sono state il centro storico, San Giovanni, Roma Est e l’Eur. Gli immobili sono destinati a turisti (b&b e case vacanza), studenti e lavoratori fuori sede. A Palermo gli acquisti per investimento sono cresciuti dal 23,4% del 2014 al 26,8% del 2019. A Torino dal 17,3% al 25%.

Negli ultimi anni, le compravendite immobiliari – a differenza dei prezzi delle abitazioni, che non hanno subito vistosi incrementi (escluso il caso di Milano) – sono aumentate, ed è cresciuta anche la consapevolezza della profittabilità degli investimenti immobiliari – anche se non tutti preceduti da un attentissimo studio dei punti di forza e di debolezza dell’investimento.

Come abbiamo visto, nella città mete di turisti, studenti e lavoratori  la messa a reddito è la forma di investimento prediletta. Mettere a reddito un immobile significa ricavare da quest’ultimo un’entrata economica periodica: l’investitore mantiene la proprietà dell’immobile, il quale diventa un riparo dall’inflazione e un generatore di reddito. L’esempio più comune di messa a reddito di un immobile è l’affitto. Sempre più diffusa, nelle località turistiche, è poi la destinazione dell’immobile a struttura ricettiva. Nel momento di crisi del turismo che stiamo vivendo, molti proprietari di case-vacanza stanno rimodellando il loro business destinando i loro immobili ad affitti brevi o spazi per lo smart working (tant’è che è nato anche l’”Airbnb” per i lavoratori in smart working che hanno difficoltà a lavorare in casa). Per superare gli imprevisti, possedere le competenze per reinventarsi è fondamentale.

Qualunque sia la sua destinazione, quando si investe in un immobile per metterlo a reddito è bene considerare la domanda del mercato e valutare quali sono le esigenze delle persone, per offrire loro la risposta giusta nel luogo giusto. Ed è bene farlo guardando sia al breve che al lungo termine. Se vuoi mettere a reddito un immobile (puoi farlo anche prendendolo in affitto e sublocandolo, purché il proprietario ti autorizzi esplicitamente, nel contratto di locazione, a farlo), valutane strategicamente vantaggi e svantaggi, spese e tempi, oltre che, ovviamente, situazione urbanistica e legale. Non farlo, significa correre il rischio di perdere tempo e soldi. Fai un piano economico completo della tua operazione. Ti spiego come fare passo dopo passo nel mio libro >> clicca qui.

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