Chi dice di sì, chi dice di no. Chi ha i soldi dice che fanno la felicità e chi non li ha dice di no, oppure viceversa? Le cose non stanno né in un modo e né nell’altro. Il dibattito è vecchio e sempre attuale.

Uno studio condotto da Andrew T. Jebb, della Purdue University dell’Indiana (Usa), come riportato da Wall Street Italia, dice che per essere felici bisogna avere un reddito annuo individuale di 80 mila euro. Non di più e non di meno.

I soldi fanno la felicità entro una certa soglia

Secondo questo studio, fino a 80 mila euro all’anno le aspettative di soddisfazione economica e felicità aumentano. Se si va oltre, subentrano ansie e stress.

Questo perché, secondo lo studio, i soldi fanno la felicità se appagano necessità primarie, come condurre uno stile di vita dignitoso. Dopodiché il rischio è quello di entrare nel vortice dello stress dei falsi bisogni, vani e superflui, che tutto fanno tranne che giovare alla serenità.

Chi arriva a questa soglia in Italia?

Secondo l’Istat, in Italia, a guadagnare – almeno – questa cifra è solo l’1% della popolazione: la felicità è lontana?

Come spesso succede, la risposta giusta sta nel mezzo.

I soldi fanno la felicità nella misura in cui vengono utilizzati per stare bene, crescere e vivere esperienze migliorative.

Più di ogni altra cosa, i soldi fanno la felicità quando ci permettono di comprare la più preziosa delle risorse e di goderne appieno: il tempo.

Cosa ci rende davvero felici?

Un altro studio della Harvard University, guidato da Ashley V. Whillans, ha condotto un esperimento interessante: ha diviso dei volontari in due gruppi in modo del tutto casuale, e a ciascun membro ha dato 40 dollari da spendere nel fine settimana. A un gruppo ha ordinato di spenderli acquistando oggetti, e all’altro pagando qualcuno affinché svolgesse dei compiti quotidiani che loro non avevano voglia di svolgere (fare le pulizie, lavare la macchina, accompagnare i figli da qualche parte, ecc.). Il weekend successivo, i due gruppi ricevevano altri 40 dollari da spendere scambiandosi gli obiettivi. Al termine del test, i partecipanti hanno dichiarato che spendere soldi per avere più tempo libero per sé, delegando a qualcun altro i loro compiti, li aveva fatti sentire più sereni, appagati e felici.

Più soldi = Più tempo?

Certo, più soldi abbiamo e più possiamo pagare gli altri affinché ci liberino delle incombenze che ci portano via tempo prezioso, che potremmo impiegare per vivere esperienze appaganti o per stare di più con le persone che amiamo.

Cosa dobbiamo fare per produrre tutti questi soldi? Lavorare, risponderanno i più. Ma se stai sempre a lavorare, il tempo libero che fine fa?

Chi è finanziariamente libero ha slegato i suoi guadagni dal tempo trascorso a lavorare. Ha generato dei guadagni che gli entrano automaticamente, al di là della sua attività lavorativa, e che gli consentono di mantenere – o migliorare sempre più – il suo tenore di vita.

Generare entrate automatiche

Esempi di entrate automatiche sono le rendite mensili derivanti dall’affitto di un immobile. Se ogni mese un immobile (o più) ti rende una cifra con cui copri le tue spese, risparmi e investi per generare altro denaro, sei una persona economicamente libera.

Gli investimenti sono l’alternativa all’impiego di tempo per guadagnare. Anziché usare il tempo per guadagnare soldi, usi i soldi per guadagnare più soldi. Il tempo dovrai impiegarlo all’inizio per prepararti come si deve, perché ogni investimento comporta un rischio, e per arginarlo devi acquisire delle competenze specifiche. Ma una volta che sai cosa, come e dove fare un investimento, non c’è nulla di così potente per generare entrate automatiche.

Lavorare poco e guadagnare molto

Quando avevo poco più di vent’anni organizzavo eventi. Le cose andavano economicamente bene, molto bene. Poi, all’improvviso, è arrivato l’evento “sbagliato”, che mi ha fatto rimanere senza soldi e pieno di debiti. Per saldarli, ho dovuto cercare una soluzione che mi consentisse di guadagnare molto denaro in poco tempo. Ho pensato agli investimenti in borsa, ma non avevo, all’epoca, abbastanza risparmi da investire. Così, studiando libri di settore e il codice civile, ho scoperto che attraverso alcune tipologie di investimento immobiliare avrei potuto guadagnare grandi cifre investendo pochissimo (o zero) denaro: era proprio quello di cui avevo bisogno. Ho studiato, ho operato e ho guadagnato.

Magia o fortuna?

Nessuna delle due. Solo competenza. E capacità di offrire grandi soluzioni a grandi problemi.

Chi sa rispondere con qualità ai bisogni veri, concreti e sempre nuovi delle persone può creare business davvero remunerativi.

Nell’immobiliare, alcune tipologie di investimento risolvono problemi enormi, come l’urgenza, per qualche motivo personale, di vendere un immobile, o come un pignoramento o un’asta.

Anche io, quando a vent’anni ho investito 4.500 euro e ne ho guadagnati 85.000, mi sono stupito di quello che ero riuscito a fare in nemmeno due mesi di lavoro. Poi, facendo degli investimenti immobiliari un mestiere – che mi impegna molte competenze e poco tempo –, ho capito che non era fortuna: era la mia preparazione che mi permetteva di risolvere ottimamente problemi enormi, e che quindi mi ricompensava con guadagni enormi.

Possiamo essere felici… se pensiamo di meritarlo

Voglio darti un ultimo spunto di riflessione.

Tutti possiamo essere felici. A una condizione, però: dobbiamo credere di meritarlo.

La felicità è uno stato d’animo, e la nostra testa è in grado di influenzarlo. Alcuni meccanismi inconsci e complessi, per motivi di diversa natura, ci portano con troppa facilità a rinunciare, farci perdere l’autostima, credere che sia troppo tardi, pensare di non meritare di più.

Questo è il limite più grande che possiamo porre tra noi e il raggiungimento della felicità.

Quando insegno ai miei allievi come fare investimenti immobiliari, partiamo sempre, prima di tutto, da un lavoro sulla testa. Non a caso, ho chiamato il mio metodo di lavoro T.E.S.T.A.

Vuoi saperne di più sul mio lavoro e sui miei percorsi formativi? Clicca qui

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