Crisi: cosa ci dice davvero questa parola e perché è straordinaria

È un momento difficile per tutti. Gli esseri umani vengono destabilizzati dagli imprevisti, e quello del COVID-19 è un imprevisto serio, che ci sta portando a fare i conti con la morte di persone, di aziende, di abitudini. Ci sta portando a mettere in discussione le nostre priorità, le nostre consuetudini, le nostre necessità. Qualcuno la chiama guerra. Una guerra contro un comune nemico invisibile. Qualcuno la chiama crisi. Questo termine mi piace, e ti spiego perché.

Siamo abituati a scorgere nella parola crisi un significato negativo, che ha a che fare con la decadenza, il disfacimento, il peggioramento. Questo è il senso che diamo oggi a questa parola. Eppure, questo vocabolo, che viene dal greco krísis, “scelta, decisione”, indicava appunto la fase decisiva della riflessione, della valutazione. Il momento prima dell’esito. Il bivio che può portare sì a un peggioramento, ma anche a un miglioramento.

Per questo la parola crisi mi piace: perché è il momento della scelta. Possiamo scegliere di peggiorare o di migliorare. Nel secondo caso, in ogni momento, possiamo accogliere quello che una determinata situazione ci mette davanti per concepire nuove idee, nuove motivazioni, nuove soluzioni. Dobbiamo sempre ricordarci che possiamo agire, e prima ancora che possiamo scegliere. Siamo attori della nostra vita, non spettatori.

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