Quante attività abbiamo visto chiudere nell’ultimo anno? Quante ancora ne vedremo nei prossimi mesi? La pandemia è stata crudele con molti settori, e alcuni business si sono rivelati particolarmente privi di “difese immunitarie”.

Non è stato così per tutti. Alcuni imprenditori hanno avuto il coraggio e la preparazione per adeguarsi alle nuove esigenze dei mercati. E oltre alle attività che stanno resistendo, ci sono anche quelle che stanno nascendo.

Tutti parlano delle aziende che hanno chiuso a causa della crisi. Nessuno parla di quelle che sono nate nel bel mezzo della pandemia.

20.000 imprese in più nel 2020

In Italia, nel 2020, hanno aperto 19.316 nuove imprese.

Il dato è il più basso dal 2013, ma indica comunque resilienza, in un panorama bloccato, come indica Movimprese di Unioncamere/Infocamere, “da una diffusa incertezza sull’evoluzione della pandemia”.

Il dato potrebbe cambiare rapidamente: finché ci sono supporti, bonus e ristori si sopravvive. Ma poi cosa succede?

Un business che funziona non sta in piedi per gli aiuti esterni, ma per un altro motivo ben preciso.

Quali sono i business che funzionano

Bisogna sempre – e non solo in tempo di pandemia – tenere gli occhi ben aperti e osservare attentamente quali sono i bisogni delle persone.

I tempi cambiano, le persone cambiano, i bisogni cambiano. Eppure le imprese fanno – quasi tutte – sempre fatica ad adeguarsi. Chi invece sa rispondere con qualità ai bisogni sempre nuovi delle persone, crea e mantiene business che funzionano.

I business che funzionano non sono ancorati ai momenti e alle mode, ma alle esigenze delle persone. E quindi non possono essere statici: devono muoversi, svilupparsi e cambiare insieme a loro.

Un settore che non conosce crisi

Nel 2021, un settore che non conosce crisi è l’immobiliare.

“Ma come l’immobiliare?! Le compravendite e i prezzi sono in calo! C’è la crisi!”

Fai molta attenzione a quello che leggi in giro, e analizza le informazioni con spirito critico e lucidità.

Nel 2020, le compravendite hanno logicamente subìto un calo: il lockdown ha dirottato i progetti di molte persone, oltre a impedire il normale svolgimento delle attività che ruotano intorno alla compravendita di una casa.
Chi aveva un’esigenza reale di comprare casa, però, l’ha comprata ugualmente, e i professionisti del settore più aggiornati hanno saputo adeguarsi al momento e hanno portato avanti il loro lavoro anche a distanza.

Nel 2020, in Italia si sono compravendute quasi 500 mila case.

Un business remunerativo

Dove c’è una casa che si vende, non c’è solo un’offerta per un acquirente. C’è anche un’opportunità di guadagno (per chi sa coglierla). 

Io investo in immobili dal 2009, quando il mercato immobiliare non stava proprio conciato bene. E io stavo peggio di lui.

Organizzavo serate. Un evento andò malissimo e mi indebitai con i fornitori. Mi servivano quindi dei soldi, e mi servivano in fretta, e non volevo chiedere prestiti in famiglia, e non potevo chiederli alla banca.

Così mi misi alla ricerca di un modo per guadagnare tanto in poco tempo, e trovai una soluzione negli investimenti. Il problema è che non avevo soldi da investire.

Studiando, però, scoprii che nell’immobiliare – sta tutto scritto sul codice civile – c’è un modo per guadagnare anche senza investire soldi.

E così cominciai. Studiai e misi in pratica. Con la prima operazione saldai i miei debiti, e con tutte le altre, ormai diventate centinaia, ho messo su un capitale che mi ha permesso di continuare a investire denaro generandomi delle entrate automatiche e di costruire le mie aziende al riparo dei più comuni errori che commettono tutti gli imprenditori.

Perché è un business intramontabile

È l’esigenza di comprare casa che è intramontabile! E quindi la domanda c’è sempre. Qui l’abilità sta nel rispondere prontamente e in modo competitivo.

Di base, io acquisto immobili e li rivendo. Il mio scopo è quello di guadagnare dalla vendita una cifra maggiore rispetto a quella investita per comprare.

In Italia le case si vendono sempre, anche in un mercato al ribasso: gli italiani ambiscono alla casa di proprietà. Questo è il motivo per cui è un business che, affrontato con metodo e strategie, sta sempre in piedi.

L’abilità sta nel comprare a sconto, e anzi a fortissimo sconto, per aumentare il margine di guadagno al momento della rivendita. Ci sono poi diversi modi per accrescere il valore di un immobile: ristrutturarlo, cambiarne la destinazione d’uso (un’abitazione vale più di un negozio), frazionarlo (vendere due bilocali, in una determinata zona, può essere più semplice e remunerativo di vendere una casa grande, in base alla domanda)… Ma quello che fa davvero la differenza sul ROI (ritorno sull’investimento) è il prezzo a cui compri.

Questione di strategia… ed etica

Se compri una casa a un prezzo scontato (anche al 50-70% di sconto) rispetto al suo valore di mercato, il tuo margine di guadagno cresce in modo esponenziale, e puoi permetterti di rivendere l’immobile che hai comprato a un prezzo competitivo sul mercato, in pochissimo tempo. Quindi puoi guadagnare di più, molto di più, in meno tempo.

Ricorda, inoltre, che più sono grandi i problemi che risolvi, e più puoi guadagnare.

Nel periodo che stiamo vivendo, sempre più persone hanno difficoltà a pagare il mutuo e si ritrovano con la casa pignorata: perdendo la casa all’asta, non è detto che riescano a saldare interamente il loro debito. Attraverso delle strategie d’investimento, si possono aiutare queste persone acquistando la loro casa prima che finisca svenduta all’asta e cancellando definitivamente tutti i loro debiti, in modo che i creditori non abbiano mai più nessuna pretesa nei loro confronti.

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