Come riorganizzare il lavoro nel settore immobiliare nella fase 2? Oggi le linee guida sono più chiare, grazie alle risposte alle domande frequenti pubblicate sul sito del governo il 5 maggio. Sono più chiare, e non piacciono agli agenti immobiliari. Le agenzie immobiliari hanno riaperto le porte lo scorso 4 maggio, ma hanno ridotto notevolmente il loro lavoro. La protesta è, se non unanime, prevalente: come si apprende nelle faq del governo, «le visite degli agenti immobiliari con i clienti presso le abitazioni da locare o acquistare potranno avere luogo solo quando queste siano disabitate». E questo comporta una riduzione notevole delle possibilità di manovra nel lavoro dei professionisti del settore.

La consulta interassociativa nazionale dell’intermediazione immobiliare composta da Anama, Fimaa e Fiaip si è appellata alla presidenza del Consiglio per domandare un intervento a tutela del lavoro delle agenzie. Nella lettera indirizzata a Giuseppe Conte, si legge: «Si tratta di una valutazione che consideriamo in tutta sincerità priva di logica, oltre che inopportuna per la nostra categoria e per i consumatori. (…) Chiediamo un intervento celere quanto chiaro e deciso nel far correggere quanto previsto nelle faq, eventualmente riferendo la limitazione relativa alla visita presso le abitazioni ai casi in cui il professionista non dichiari al cliente di agire nel rispetto delle norme di sicurezza contenute nei vigenti provvedimenti in materia di contenimento dell’emergenza da Covid-19 e nel vademecum stipulato dalle associazioni rappresentative della categoria, oltre a porre concretamente in essere tutte le misure di prevenzione in essi contenute».

Se anche tu lavori con le case o investi in immobili, in questo momento sei probabilmente limitato nello svolgere le tue attività. A meno che tu non ti sia organizzato   ̶  oltre che, come hanno fatto molti, per rispettare le misure di sicurezza – anche per continuare il tuo lavoro nell’unico ambiente che oggi non conosce limitazioni: online.

Le misure di sicurezza che dobbiamo adottare con le persone con cui abbiamo – o dovremmo – avere a che fare per portare avanti il nostro lavoro non sono solo fisiche, ma anche psicologiche. È impensabile, oggi, immaginare di visitare o far visitare immobili abitati con la stessa disinvoltura di ieri, pur nel rispetto delle norme di prevenzione per la salute. Dobbiamo pensare anche all’intimità che le persone hanno creato, negli ultimi sessanta giorni più che mai, nelle loro case. Dobbiamo fare i conti con il concetto di invadenza. E con la paura. Pur tranquillizzando i clienti, non possiamo pretendere che gel disinfettanti, guanti, mascherine e distanze di sicurezza siano sufficienti a infondere serenità. Se vogliamo davvero lavorare con il successo di sempre o migliorare le nostre prestazioni, dobbiamo essere in grado di proporre alle persone un’alternativa.  

Questi due mesi ci hanno chiarito quanto le soluzioni digitali siano oggi indispensabili. Il cambiamento spaventa sempre un po’, ma restare indietro dovrebbe spaventare ancora di più. Chi opera nell’immobiliare ha oggi l’opportunità di dimostrare la sua professionalità in sempre più forme. Sei anche tu tra quegli agenti immobiliari (oppure quanti ne conosci?) che credono che i loro principali concorrenti, nel mercato immobiliare, siano coloro che vendono casa privatamente? Bene, oggi si ha la possibilità di fare davvero la differenza. Forse, all’inizio, con un impiego particolare di sforzi ed energie. Ma sforzi ed energie, se organizzati in una tabella di marcia intelligente, rientrano tra quegli investimenti che garantiscono un ritorno sull’investimento del 100% minimo. 😉

Hai trovato utile questo articolo? Condividilo!

Condividi